Ma Apollo, che di Asclepio era il padre, ben sapendo che avrebbero chiuso il suo tempio a Delfi (si era fatto da solo un oracolo, senza la Pizia) fece in modo di salvare suo figlio per creare una Nuova Medicina Olimpica che sarebbe poi diventata, nei secoli a venire, quella universalmente più accreditata.
Ai tempi dei greci Apollo era un dio immortale, alla pari di Zeus, Giunone, Marte, Mercurio & C.
Adesso, nel 2017 D.C., non so se in qualche remota landa sopravvive il culto degli dei dell'Olimpo.
Probabilmente, essendo tali dei immortali, almeno così sembra, saranno ospiti di qualche lussuosa casa di riposo godendo di una grassa pensione pagata non si sa da chi, in attesa di una loro, poco probabile, restaurazione.
Nei sogni del XXI secolo gli dei dell'Olimpo non compaiono più tranne che, forse, a qualche studioso di storia o a qualche filosofo.
Tutti in pensione tranne Asclepio, che adesso è diventato l'Amministratore Unico della lobbie incontrastata e globale della Medicina Olimpica, la quale è di fatto la religione biochimica unificata di tutti gli Stati del nostro pianeta.
Un bel business, il malato.
Ma vediamo un po' come si è evoluta (o involuta?) questa Medicina Olimpica.
Tutto Comincia dai Sogni
Asclepio all'inizio tenta di ripercorrere le orme del padre Apollo affidandosi, anche lui, alle Pitonesse che custodivano i serpenti sacri ed emettevano oracoli dal tripode.
Ma, come ben insegna la storia, non tutti coloro che seguono il maestro ne diventano gli epigoni, dopo la sua morte.
Asclepio fu uno di queste eccezioni.
Esculapio per i latini.
A dire il vero questo Asclepio, in quanto dio, non l'ha mai incontrato nessuno di persona, proprio come le apparizioni della madonna a Medjugorje.
Omero ci dice invece che Asclepio era un principe della Tessaglia, padre di due medici in carne ed ossa: Macaone e Podalirio di cui leggiamo appresso.
Resta comunque un gran bel personaggio e lo spin doctor di allora che lo ha ideato è stato bravo nel creare l'immagine religiosa e commerciale di Asclepio, condita dall'User Manual: il Culto di Asclepio medesimo.
Il dio che aveva per backup la figlia Panacea, capace di guarire tutte le malattie e, come Ministra della Salute, l'altra figlia Igea.
Egle, Macaone, Podalirio e Iaso (la personificazione della guarigione, ossia la Iatria) erano gli altri quattro figli.
Un bel pool di esperti, questi fondatori della Nuova Medicina Olimpica, la cui attuale succursale di Roma è l'ospedale Fatebenefratelli sull'Isola Tiberina il quale, sorto sulle vestigia dell'antico tempio di Asclepio (fondato nel 293 a.c.), a quanto si tramanda, fu distrutto nel 303 d.c. da un terremoto provocato dal protovescovo Emidio, proprio per eliminare la concorrenza.
Costui, come premio, poi fu fatto santo.
Anche l'Ospedale Israelitico ha qui una sua insulare sede, nei pressi del Ghetto Ebreo.
Ma prima di arrivare ai sogni leggiamo qualcosa sulla vita di Asclepio, che è pure il patrono degli erboristi prima di san Ponzio.
Si narra che Asclepio, passeggiava rimuginando su come avrebbe potuto resuscitare Glauco (figlio di Minosse) che era annegato in una botte di miele, il golosone!
Pensa che ti ripensa, Asclepio ad un tratto vede un serpente che cerca di salire sul bastone a cui era appoggiato.
Lo scaccia e poi lo uccide a bastonate.
(Questo bastone, col serpente arrotolato, è diventato il simbolo della professione medica).
Ecco che arriva un altro serpente che poggia sul capo di quello morto un ciuffo d'erba, e lo fa resuscitare.
Asclepio prende quell'erba e va da Glauco; la pone sul suo capo e lui riprende vita (Altri dicono che fu Polido a resuscitare Glauco, ma la storia è la stessa).
Coi soldi della parcella, pagata da Minosse, Asclepio può finalmente costruire il suo primo tempio di cui si è perduto il nome originario: alcuni sostengono che si chiamasse "Casa di Cura Molto Costosa" (πολύ ακριβά Κλινική), ma sicuramente si tratta di una leggenda.
Non sono mai esistite strutture sanitarie di questo tipo.
si trova nel Giardino del Lago di Villa Borghese a Roma.
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ΑΣΚΛΗΠΙΩΙ ΣΩΤΗΡΙ (Esculapio Salvatore)
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| Il Laghetto a Villa Borghese |
Un bel posticino dove da bambino andavo a collaudare le mie barchette e dove ci sono delle carpe enormi che superano i 30 kg.
E proseguiamo con il culto di Asclepio: potete leggere di cosa si tratta a questo link di Counseling Italia (che cerca, da tempo, di appropriarsi, indebitamente di attività proprie dello psicoterapeuta professionista, senza averne titolo) dove si parla tra l'altro di psicologia Junghiana, e in quest'altro link sul sogno, (dove praticamente non viene detto nulla ;-).
Qualcuno potrebbe mettere in giro che io non considero molto i counselors.
Lo faccia pure, glene sarò eternamente grato (vedi ***Nota 2).
E ritorniamo ad Asclepio.
Di templi Asclepio ne aveva parecchi.
Uno stava ad Epidauro ed un altro a Pergamo dove era nato Galeno, il medico degli imperatori.
A Cos c'era pure la scuola di Ippocrate; in questo link si parla pure di epilessia (il cosiddetto male sacro) che, per come io leggo i sogni, è un semplicissimo cortocircuito cerebrale causato dalla repressione consapevole (e inconsapevole) dell'istinto dell'aggressività.
A Roma si direbbe: "Se ti trattieni l'incazzatura ti scoppia nel cervello". Oppure ti può venire l'Herpes Zoster.
Un'altra fenomenologia è il linfoma di Hodgkin (che ho trattato nei miei 4 post, vedi ***Nota 3), che i sogni rilevano, con anticipo di anni, sin da quando ci sono i prodromi silenti (non visibili) della mononucleosi...
Basta un sogno per rilevare la causa.
Con l'elettroencefalogramma non vedi un accidente di niente.
Nel sogno si intercetta l'incubazione semantica dell'epilessia (e di molte altre malattie), prima che questa si manifesti.
Incubazione onirica: la tecnica che i sacerdoti di Asclepio utilizzavano per far sognare i clienti.
Simile alla tecnica che uso io per provocare i sogni in stato di veglia dove, in luogo dell'incubazione, uso l'induzione semantica guidata di gruppo, diversa e personalizzata in funzione della problematica di ciascun partecipante.
Un piccolo passo avanti, raggiunto però sempre grazie ad Asclepio.
Ad Epidauro: l'Emporio Armani dei Sogni; in questo blog: la sartoria dove l'utente può cucirsi da solo sogni da sveglio personalizzati.
Dream's Selfie.
Come si fa?
Forma un gruppo e te lo faccio vedere.
Anche su Skype.
Non serve nient'altro.
Ma nei templi cosa accadeva?
Beh! A dire il vero se prendiamo uno dei suoi più facoltosi clienti possiamo dire che la malattia cronica rende parecchio, specie se il malato è ipocondriaco come lo fu, a suo tempo, il retore Elio Aristide, che frequentò per anni l'Asclepieo di Pergamo, senza mai venire a capo del suo male.
Durante questi lunghi e costosi soggiorni Aristide ebbe modo di scrivere uno sgangherato libro (i "Discorsi Sacri") dove, come in una pattumiera, scarica tutta la sua nevrosi, tanto da far dire al buon Giacomo Leopardi (lui di greco ne masticava parecchio) che "e' impossibile sottrarsi ad una sensazione di nausea a chiunque si sia accinto alla lettura di siffatto libro".
Dovete sapere che in questi templi non si sognava solamente.
Anzi i sogni erano considerati come una sorta di risonanza psichica alla stregua di quella che oggi è la risonanza magnetica o la TAC.
In base ai sogni poi i sacerdoti medici propinavano, a caro prezzo, le cure che consistevano, a seconda dei malanni, in bagni caldi e freddi (nel fiume), salassi, purghe, impiastri, sudorazioni, vomiti provocati, clisteri... Come appunto nei sogni, di notte, Asclepio aveva prescritto.
Così ci dice Elio Aristide, nonostante i sogni fossero editi e distribuiti dalle Messaggerie Divine.
Solo Petronio diceva che, al contrario, uno i sogni se li fabbrica da solo.
Condivido, sostengo e ribadisco (vedi il mio post su Petronio).
Un grande esteta, Petronio, che preferì darsi la morte piuttosto che stare sotto l'imperatore Nerone (anche lui suicida, a soli 30 anni), antesignano di Kim Jong-Un che i nord-coreani considerano Dio.
Aggiungo, come detto prima, che è possibile farseli da soli anche quando siamo svegli.
Seguitiamo con un sogno del succitato Aristide che alternava indigestioni, depressione e megalomania.
Un perfetto ciclotimico, insomma.
Una volta, mentre si trovava in "crazy mode", col cervello survoltato come una game-CPU con la ventola bloccata, sognò che il dio Apollo gli diceva "Tu sei il migliore oratore del mondo".
L'indomani, finito lo sballo, cominciò subito a scrivere discorsi in onore di Asclepio.
Ottima pubblicità a costo zero.
Dovete sapere che, quando vai fuori giri e il pistone ti batte in testa, mr. Morfeo nei sogni spesso ti dice il contrario di quello che sei, esattamente come fa lo specchio.
Quindi il sogno diceva: "Caro Aristide sei una vera schiappa quando ti atteggi a retore: piantala!".
Un'altra volta Apollo gli annunciò che sarebbe morto entro tre giorni. Il Fato aveva così decretato. Così disse quel furbacchione di Apollo che non voleva inimicarsi nessuno.
Ma la notte seguente ecco che compare Asclepio che gli mostra come evitare la ineluttabile sorte!
Come dico sempre: i sogni ti indicano quello che devi fare, mica chiacchiere!
Dunque Asclepio comanda ad Aristide di fare un sacrificio a degli dei, come pare a lui: anche a dei anonimi.
Essenziale è attraversare il fiume per andare dall'altra parte a fare i sacrifici. Poi tornare indietro e gettare in apposite fosse una gran quantità di preziose monete, non curandosi né di dove cadessero né di coloro che le avrebbero potute raccogliere.
Proprio come aveva fatto Ulisse al limitare dell'Ade.
Non finisce qui.
Sempre nel sogno Asclepio gli dice di fare un altro sacrificio, immolando una pecora, e poi offrire ai sacerdoti un sontuoso banchetto.
Non finisce qui.
Asclepio gli comanda di tagliare una parte del suo corpo per salvarsi così dalla morte.
Ma ecco che arriva Apollo che lo conforta dicendogli che sarà sufficiente togliersi il prezioso anello, per ovviare l'amputazione, e regalarlo al fanciullo Telesforo che stava sempre lì incappucciato (poveraccio) a simboleggiare la guarigione che aveva l'attributo hidden tipico dei files di sistema di Windows e di Android.
Ma chi interpretava i sogni di Aristide, che di sogni non capiva nulla?
I sacerdoti. No !?
Ma come andò a finire con Aristide?
Dicono che lui, dopo aver dilapidato le sue ricchezze ed essersi ridotto sul lastrico in nome di Asclepio, mentre i sacerdoti seguitavano a gozzovigliare grazie ad altri ipocondriaci, spinto dalla fame e tormentato dalle angustie, come in un sogno vero, mise la testa a posto e fece una brillante carriera da retore.
Poteva sui templi di Asclepio essere scolpito
γνῶθι σαυτόν?
Mi sembra molto improbabile.
Un altro cliente di Asclepio fu Isillo che fu il testimonial poetico del culto di Asclepio così come oggi lo è Maurizio Crozza per la Lavazza. In questa clip di Youtube il nuovo modello della caffettiera si chiama Jolie... E a fare il caffè uno pensa che ci siano le Angioline.
Ma solo il caffè però.
Il cappuccino non sembrerebbe possibile, dato che queste Angioline si sono preventivamente fatte asportare le mammelle a titolo preventivo per evitare possibili tumori al seno, e pure altri ammennicoli.
Niente latte.
Osservate la clip della Lavazza come fosse un sogno. Si legge all'inizio: "Conchiglie che fanno rumore di città"... "A quale scopo Architetto?" chiede San Pietro.
"Beh per chi ha nostalgia della nevrosi. Lei si mette una conchiglia all'orecchio e sente... DUDUDUDIIII...RATA TA TA A-ho Il tramme!". Provate ad ascoltare il seguito che finisce con "Aaaaah...Viezza! (Vi è Lavazza!).
La lettera "V" ovvero l'angoletto socchiuso della felicità.
Nei sogni la conchiglia simboleggia la vagina incapace alla sua pienezza erotica. Una vagina calcificata.
La tazzina di caffè invece simboleggia l'oscuro notturno di una vagina calda, forte e nervosa che freme per essere zuccherata, mescolata e bevuta.
Il caffè Lavazza: l'Anticalcare vaginale. Lo sgorgante vulvare.
Ipnosi di massa pubico-follicolare.
Questo è uno dei tanti modi per far incubare i desideri e i bisogni nelle persone nevrotiche e frustrate sessualmente (miliardi!).
Le stesse cose succedevano ai tempi di Asclepio, quando i sacerdoti ti leggevano la tua clip onirica registrata sul tuo account di DreamTube.
Niente di nuovo sotto il sole.
Si! Ma trovatemi uno che abbia letto questa clip della Lavazza come ha fatto il sottoscritto.
LA SORPRESA
Da un po' di tempo ho cambiato lo stile dei miei post (mutate mutandis) perché mi piace giocare con le parole riformulando, in modo giocoso e irriverente, miti, leggende, storie presenti e passate, con l'intento di mettere in ridicolo le abitudini e le credenze che sono l'origine e la causa delle cazzate che facciamo e diciamo ogni giorno.
Adesso vi racconto una cosa molto seria riguardo ai sogni.
E poi ci salutiamo per il prossimo post, che avrà come titolo "La Danza delle Suore".
Dunque la sorpresa è proprio questa:
circa venti anni fa, o giù di lì, stavo facendo un corso di specializzazione full immersion in un paese posto a mezza collina nella provincia di Perugia.
Manco a farlo apposta, tra le tante cose che studiavamo, primaria era la lettura dei sogni.
La sera mentre stavamo a cena, al conduttore dello stage gli viene voglia di fare, l'indomani, un concertino di Sitar tanto per tirare su il morale: ci aveva bastonato ben bene leggendo i nostri sogni.
Ma lo strumento si trovava a Roma e bisognava fare 160 km per andare, e altrettanti per ritornare.
Erano quasi le 22,00 e di tempo ne era rimasto pochino.
Io non ho il vizio di bere troppo quando mangio, soprattutto la sera. Non mi astengo per essere virtuoso,ma perché sennò mi fa male l'appendice.
Gira che ti rigira uno sguardo eloquente si posa su di me, come dire: "Sei tu il prescelto!", ovvero sei tu il fattorino che va a prendere il Sitar.
Bella mossa prof.!
Ingollo subito due bei bicchieroni d'acqua per diluire quel poco alcol trangugiato, e mi accingo ad andare al mio alloggio per farmi tre orette di sonno, prima di partire per la Missione Sitar.
Sento una voce che mi chiama: "Non preoccuparti, dormi tranquillo che poi io ti vengo a chiamare in sogno quando è il momento di andare".
Esco, ma non vado a riposare, salgo in macchina e parto.
Vado, prendo lo strumento, faccio una piccola sosta a casa mia di Roma per riposarmi un po', poi ritorno.
Sono circa le 8,30 quando arrivo e incontro il conduttore che mi dice candido candido: "Daniele, ma ieri sera sono venuto da te ma non ti ho trovato. Sei partito subito vero?".
Chiedo se è venuto a bussare alla mia porta.
Mi sorride e poi mi dice: "Non era necessario. Come pensi che io controllo quello che accade durante i seminari che faccio, soprattutto la notte quando compaio nei sogni dei partecipanti? Cosa che tu hai verificato sempre da quando segui questi incontri."
Chiedo: "Ma allora è possibile entrare nei sogni di chicchessia? Anche per manipolarlo? O per indurre un cambiamento positivo?"
"Sì, ma solo se il soggetto si mette in fiducia verso di te, senza controllare cosa il sogno veramente dice, altrimenti è impossibile; tu hai voluto verificare e hai fatto bene. Questa è la via maestra per conoscere te stesso".
γνῶθι σαυτόν
Alla prossima quando...
Vi stupirete con
"La danza delle Suore"
Un saluto
Daniele Bernabei