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lunedì 29 agosto 2016

lezione 22 aprile 2001

Carissimi lettori,

Vi invito alla lettura di una lezione centrata sulla spiegazione di come funziona (bene!) il meccanismo anti-umano della Costellazione del Serpente.

Due anni fa iniziai a scrivere questo blog e i primi tre post (che pochi hanno letto) trattano l'argomento "DEFAULT". Ovvero ciò che accade quando l'ignoranza individuale e collettiva (l'inconscio) rende possibile la massificazione delle menti.

Il 22 aprile 2001 trattai per la prima volta l'argomento che qui ripropongo nella sua versione integrale.

La Costellazione del Serpente è la rivisitazione in chiave squisitamente informatica di una delle scoperte della scuola di Ontopsicologia: il c.d. "Monitor di Deflessione".
Nell'estratto, a cui il citato link rimanda, poco si parla di informatica. Questa lezione propone un'integrazione al succitato libro atteso che l'altra scoperta dell'Ontopsicologia è proprio il "Campo Semantico" che è "Un trasduttore informatico senza spostamento di energia".
Nell'estratto di questo secondo link si legge in apertura "Il campo semantico è il trasferimento di un'informazione da un campo all'altro".
La dizione non è proprio corretta.
Non sto qui a disquisire sul come e il perché in quanto mi infilerei in un discorso caratterizzato dal secondo livello di coscienza (quello razionale-filosofico-scientifico) insufficiente per affrontare la realtà immaginifica della computazione onirica (terzo livello di coscienza) che si svolge solo ed esclusivamente nel suddetto campo.
Mi limito a dire che nel campo viaggiano "dati" che diventano "informazione" nel momento "egocettivo" della ricezione (ma non della trasmissione).
Gli effetti del "messaggio" si misurano solo ed esclusivamente sulla reazione del ricevente.
Il discorso diventa estremamente non facile e, siccome questo blog ha un intento divulgativo, preferisco trattare l'argomento in "corpore viri" riportando la trascrizione di una lezione dal vivo.

Se d'informatica si tratta allora usiamola per spiegare e diffondere questa novità di pensiero.

Purtroppo coloro che studiano (e hanno studiato) questa scienza, d'informatica applicata ne sanno davvero pochino (salvo alcune rare eccezioni).
L'ignoranza sull'applicazione pratica di questa scienza lì per lì non provoca disfunzioni in quanto è possibile vicariare i suoi concetti prendendo a prestito la filosofia e  la fisica nei suoi diversi ambiti,
Si può ricorrere anche alla teologia, all'economia e spingersi poi nell'universo dell'arte creativa (qui solo a livello individuale).

La psicologia c'entra poco o niente essendo una babele di scuole di pensiero che osserva la realtà secondo la proiezione dei loro fondatori e dei successivi epigoni.
D'informatica poco si tratta.

Col passare degli anni questa lacuna si amplia e produce i suoi deleteri effetti.

Il primo è la "generalizzazione".
L'informatica si distingue e si divide in numerose branche.
Se voglio creare un sito Web mi occorre una conoscenza specifica che non è solo quella dei linguaggi di programmazione o di Wordpress, devo sapere bene quali sono le strategie del digital marketing, devo conoscere tutti gli strumenti per diffondere il mio sito come ad esempio gli Adsense di Google...
Insomma non è una cosa semplice.

Se invece mi occupo di grafica allora ho bisogno di essere esperto di Photoshop.
Se faccio clip imparo Camtasia Studio.
Se sono architetto uso il CAD...

Se invece sono un ingegnere della Intel devo saper progettare una CPU...
Se voglio usare bene Excel è meglio che conosca il Visual Basic.

Se voglio fare una applicazione Android ho bisogno di conoscere bene SDK (System Developement Kit) per tirare giù una apk da sbattere su Playstore di Google o Aptoide.

Se voglio rootare il mio smartphone devo sapere come fare per poi caricare una ROM "moddata" di CyanogenMod o Oxygen.

Alcune di queste cose le so fare e mi diverto un sacco quando ci lavoro.

Centinaia di specializzazioni che crescono ogni giorno.

Se di queste cose sei digiuno allora fai un sacco di confusione e magari pensi che l'informatico sa fare qualsiasi cosa d'informatica.
Non è così.

Mi capita spesso, quando dico di essere psicologo, di essere scambiato per psicoanalista in quanto gran parte popolino crede che la psicanalisi sia l'unica psicologia.
La stessa cosa con l'informatica.

Un medico (******) che tiene il suo bravo blog, quando gli ho scritto che ero informatico, mi ha risposto "ma che ne può sapere lei di malattie e di psicosomatica, tutt'al più quello che sa fare è formattare un hard disk!".

Quando gli ho chiesto quale è l'eziologia della bronchite cronica non mi ha saputo rispondere. Quando gli ho chiesto il perché non esiste una cura non mi ha saputo rispondere.








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Lezione 22 aprile 2001

Quando andremo fuori, non andremo solo alla Terrazza degli Dei (Monti Prenestini sopra Palestrina - Roma) ma vi do la presentazione di altri luoghi molto forti dove si possono avere delle visioni esattamente come si potrebbe fare in una scuola Sufi, o quasi, queste visioni che nella nostra cultura accidentale, no occidentale, ne rappresentano l’intima forma. La nostra è una cultura accidentale, non è direttamente sostanziale, non prendiamo in considerazione la sostanza o il principio, ma partiamo dalle immagini che tale principio genera (Iso di natura n.d.r.). In realtà questa è una visione globale e ne teniamo altamente conto, nella misura in cui la nostra intelligenza ce lo permette.
In realtà è una questione di proporzioni e di relazioni.

Da oggi inizia anche un po’ la valutazione del perché e di cosa si intende ottenere da questo nuovo tipo di conoscenza.
E’ un nuovo tipo, un nuovo modo di conoscere.
Nuovo non significa che uno non lo deve considerare tale perché magari sono tre anni che fa questo tipo di corso, nuovo perché ogni giorno ti da una novità, un po’ le news dei siti di Internet.

Questa novità è data dalla terza dimensione che è intermedia, che è del sogno il quale media la prima e la seconda con la quarta e la quinta.
La quarta dimensione già l’abbiamo vista, della quinta non ce ne siamo ancora occupati ed è la trascendenza dell’atto estetico. Poi lo faremo qualche volta.
Questa è l’arte in se, non è l’arte dove bisogna vedere i simboli grandi o i simboli piccoli, o il tipo di cultura o il tipo di pittura a seconda se si sono i tubetti oppure no, non c’entra niente tutto quello.

Gli ultimi due incontri di maggio, andremo a visitare altri mondi, che sono qui presenti.
Adesso vi dovreste dare un obiettivo su come utilizzare questo tipo di conoscenza, un obiettivo prassico sul come fare, in quanto non abbiamo proprio intenzionalmente preso in esame nessun testo se non così di passaggio, un po’come quando si va in piscina a imparare a nuotare, si fanno le vasche non si leggono libri; e così come quando si va per funghi, si possono prendere i libri per capire se quel fungo è velenoso oppure no, ma non per cercarli, non esistono manuali.

Possono dire qualche cosa ma è un fatto eminentemente prassico. Come si fa a fare contatto in 30 secondi con 7 persone? Se non te lo faccio vedere tu non lo potrai mai capire! Quanto ci ho messo ieri sera? 2 minuti.
Risponde una gemella: Perché forse lì ci poteva convenire.

Dopo il contatto, che cosa ci faccio, che cos’è che voglio fare?
C’è chi dice : “io voglio fare un altro lavoro”. Fare un altro lavoro implica impegnarsi nella professione nuova che uno vuole fare, impegnarsi come tempo, come studio, ma soprattutto come prassi, come attività pratica, nell’imparare a fare. E’ un fare. E poi, voglio un nuovo lavoro. Quale? Genericamente non significa niente. Voglio la pace nel mondo! Come?

Gli oggetti devono essere sempre inscatolabili, li posso mettere in un pacchetto, li posso legare, fare un pacco dono.
La bontà la posso mettere in un pacco dono? No. Però se vedi quel pane là, quello è buono, l’abbiamo fatto oggi, sempre più bello, sempre più buono. Poi magari dopo ce lo mangiamo.

Voglio fare i salami buoni, voglio fare il pane, va bene, allora l’intenzione del cambiamento, il cambiamento avviene sempre se c’è una crisi, una rottura che apre una porta, una rottura che dà un passaggio, un terremoto che scoperchia una tomba o che fa crollare una cupola o una vecchia casa, siccome i terremoti sono nelle immagini il nostro corpo rimane intatto, non sono mai dei fatti negativi, significa che c’è il momento del cambiamento.

Allora se c’è questa crisi così come c’è stata nell’adolescenza, come quando si studia in psicologia dell’età evolutiva, c’è un momento di crisi nel bambino che diventa adolescente, c’è una crisi di identità che non è accompagnata da un adeguato sostegno da parte della scuola, del sistema, dei genitori, perché non si sanno gestire queste crisi che sono continue.

Ogni mattina dici: che faccio? Uno che si mette in gioco, se si mette in gioco e per mettersi in gioco bisogna conoscere le immagini del nostro inconscio, in che senso? Conoscerle perché le si visionano, conoscerle perché si leggono, conoscerle perché si attuano. Conoscerle perché si vedono, si evidenziano, conoscerle perché si leggono, conoscerle perché si attuano altrimenti la conoscenza è imperfetta o minus quam perfecta sed nhil perfecta.
E’ assolutamente imperfettissima e non perfettissima.
Quindi ci sono anche qui delle idee, una trilogia, un fatto genomico, vedo l’immagine e ne leggo, non ne capisco, ne leggo il significato, perché anche un’immagine ha una sua coscienza intrinseca, che non può essere mediata ma è immediata, ossia è intuitiva la lettura di un’immagine.
E’ così perché è così.

Una volta data questa coordinata esistenziale la si deve attuare, non siamo liberi di sbagliare altrimenti si ritorna nel discorso del peccato dell’atto di fede.

Prima di proseguire, io avevo detto a 5, non so se dire, amici, compagni, camerati, adesso in fase di elezione sono tutti amici, il termine amici viene abusato. Amici, collega, socio, ma il politico dice amici, non dice mai soci.

Io invece dico a 5 persone, perché uno è per se, 5 argomenti perché io voglio fare una cosa molto simpatica, andare a vedere un po’ come girano le cose, e poi cominciare nel piccolo: andare dove le cose non funzionano, e insieme con chi vuole fare, rimetterle a posto, in modo che lì si impara senza rischio.
Un progettino, una piccola organizzazione, tirare fuori questa informatica che pochissimi conoscono e che é utilissima e ci permette di gestire al meglio qualunque tipo di azienda e di organizzazione per poi dopo entrare, per chi ha fiducia in se stesso, in questo immaginifico universale.
Quando si studia, sia da un punto di vista prassico, sia da un punto di vista intellettivo, tutto va mangiato e messo nello stomaco.
Quando parlate, parlate con lo stomaco e il cuore; se parlate solo con la testa da fastidio. Le parole devono nascere dallo stomaco, c’è il diaframma che si muove e dovete sentire anche il cuore,che potete sentire, per esempio, anche in un ginocchio , nel polso, ma dovete essere presenti col corpo, perché per esempio quel politico di ieri…. lui quando parla, parla col corpo, suda, dice delle stupidaggini in certi momenti però le dice essendo presente a se stesso, saranno stupidaggini però bisogna prima di tutto essere attori del proprio corpo perché se non agisce il proprio corpo le parole vanno via.

La prima azione che bisogna intraprendere quando si comincia a parlare di queste cose, è di chiedersi: “io con il corpo sono qua? cos’è che mi rende assente o che cos’è che è troppo presente? Prima di iniziare a parlare ci si taglia la testa e bisogna fare come un filo bianco che fa muovere la bocca come una marionetta ma dove parte l’immagine, l‘informazione è tutta qua, dal viscerotonico, perché se parte dalla testa da fastidio.
Oppure va bene ma solo per coloro i quali si sincronizzano con quel complesso.

Chi è che vuole provare adesso? Però con il cuore.

Questo è difficile, non è da imparare la lezione come all’Università, come a scuola.
Quello che sentivamo come si vede un Caravaggio che poi dopo facciamo una piccola lezione su un quadro, uno qualunque.

C’è l’arte della schizofrenia, c'é l’arte della proiezione storica e l’arte in sé che sono diversi aspetti, Facciamo questa prova e facciamo anche l’introduzione a quella che è la terapia di gruppo, dove quando una persona parla, si eliminano tutte le morali, e si aiuta l’altro, nel momento in cui parla, verbalizzando quello che uno sente. Come abbiamo fatto per i belli, i brutti, i pasqualini, i divini.

Adesso facciamo il gioco non duro, diretto, perché se facciamo così poi dopo tutto funziona e si ha la visione globale e totale di quello che domani possiamo fare, a cominciare dal mangiare, dagli amici, dagli affari. Si vedono tutti gli ostacoli.
Se si perde questa terza dimensione….
C’è l’aspetto istintivo razionale, poi c’è il sogno, poi l’aspetto trascendente e poi quello metafisico.

(Apre la mano evidenziando il dito medio.)
Questo è quello che media tra questa realtà, questo è il vero (altre due dita) e questo qui è la cosiddetta coscienza (le restanti due dita).
Questo dice esattamente, il medio, a metà sta l’immagine della fantasia del sogno.

Io torno lì perché è inutile andare più avanti se poi non si è superato questo.
Vi consiglio, se lo trovate, altrimenti facciamo le fotocopie, questo libro di Emile Gutheil è il miglior libro sull’analisi del sogno, fatto molto bene.
A parte questi difficilissimi di Ontopsicologia (e I 4 libri sui sogni di Cardano n.d.r.).

La regola del “DEFAULT”

Uno dei modi, quando manca l’informazione per agire, è l’applicazione della regola del default, che adesso Al. ci spiega. Perché quando uno non sa si attiva questa regola, questo principio che va a riempire i vuoti di conoscenza.

Questa che adesso lui spiega è una delle modalità che attiva il complesso, però questa è tutta informatica pura.

Al.: E’ una delle basi dell’informatica. La regola fondamentale per fare funzionare un PC, perché il PC per sua natura non si inventa niente, non ha fantasia, non può inferire, non può riempire dei vuoti dove li lasciamo noi.
Non possiamo dire tutto noi e lui non può capire tutto e quindi questa regola è fatta apposta per inscatolare la macchina o costringerla a fare qualche cosa.
Che cos’è questa cosa? E’ quello che deve fare perché quando mancano delle istruzioni la macchina non si può bloccare oppure ti può dire che ti sei dimenticato di dirle…Allora ci si affida alla regola del default.
Quando la macchina non ha istruzioni, sappi che devi fare questa cosa che è un impostazione che è data dal fabbricante. Se non hai informazioni fai questo, comunque e sempre e scatta praticamente questo tipo di programma.
Daniele: Al., prendi il libro.
Al.: quale libro?
Daniele: Per il default non è un libro qualsiasi ma è l’ultimo libro di cui abbiamo sentito parlare. Quindi se il primo vuoto di istruzioni da parte dell’umano avviene per la prima volta, per default è un’impostazione che ha definito già il cervellone, l’ingegnere, il costruttore della macchina.
Tutto il resto delle altre volte, invece, nel corso della normale programmazione, della normale computazione giornaliera, il default diventa l’ultima operazione che è stata introdotta.
Cioè quando io ti dico :”prendi un libro” è perché è l’ultimo libro che ha preso se non dico : “prendi il libro con la copertina blu che sta sotto lo scaffale…. È quello.
Al., accendi la luce.
Al.: quale? Io posso accendere quella. La prima che trovo.
Daniele: no, la più vicina! Non la prima che trovi; la più vicina. Per la regola del default l’ultima cosa è la più vicina (sia come luogo che come tempo- n.d.r.).
Al.: quella più comoda, più economica da effettuare.

Mar.: proprio ieri mi è capitato il caso con la stampante. Io per risparmiare voglio sempre andare su “bozza”.In questo caso la predefinita dovrebbe essere “bozza” visto che l’ultima volta è stato bozza, perché mi cambia?

Al.: In questo caso c’è una forzatura nei settaggi della stampante, nel senso che il default è vero finché continuo a usare un’applicazione. Usando per esempio Word, tu hai detto “stampa bozza e lui stampa bozza finche usi Word. Chiudi Word, riapri Word, oppure spegni la macchina e poi la riaccendi in realtà l’impostazione fondamentale è quella che è stata scritta nel driver, la famosa cartellina stampanti.

Mar.: Si può intervenire per modificare il default?

Al.: Certamente. Si fa Avvio Impostazioni Stampanti. Nell’applicazione Proprietà puoi stabilire che il default sia sempre bozza altrimenti rimane il default per quell’applicazione finchè usi Word in quella sessione di lavoro, appena spegni la macchina. Comunque deve avere una impostazione fissa.
E’chiaro che cos’è il default.

Intervento: È un modo economico per utilizzare delle risorse che sono insite nel programma e che vengono attivate quando c’è un vuoto per qualche errore dell’operatore. Se c’è un programma di base può permettere in modo economico di fare, di ovviare a quella cosa.

Al.:Se l’utente dovesse sempre specificare ogni minima opzione, la stampa, il formato, il carattere…
Allora di standard, dice per default è questo, se io te lo cambio nel corso d’opera allora diventa un’altra cosa a meno che nella stampante non ci siano delle impostazioni al di sopra, c’è un default statico.

Intervento: inserendolo sull’umano?

Daniele: adesso lo facciamo. Lo faccio io. Oppure se c’è qualcuno che se la sente lo fa.
Io già ho detto che sono solo io capace, allora per default sono io .
No! Perché uno potrebbe dire “anche io posso. …”. Per default sono io.

Intervento: Ci può essere anche un default distruttivo?

Daniele: è distruttivo per chi non conosce la regola, per chi la conosce è sempre costruttivo. Per il pescatore un amo è sempre costruttivo, è per il pesce che è distruttivo!
Infatti quando uno vuole bene dice “ti amo” per default.
Oppure si dice “esca” con la sua ragazza.
Esca (con la “e” chiusa – n.d.r.).

Noi funzioniamo esattamente con il nostro cervello come un computer.
E dove sono più forti le connessioni, maggiore deve essere la crisi per provocare il cambiamento.
Perché il cambiamento o la crisi avviene sempre sulla memoria della persona. Si può agire solo come ricordi te stesso, memoria si intende come uno ricorda se stesso.
Chi è il costruttore, dovete fare attenzione, il primo PC vero, quello su larga scala, come si chiamava? Apple, la mela!

Nel momento in cui un certo sistema viene assemblato, messo insieme per funzionare come unità, ci sono dei cosiddetti componenti che non sono modificabili se non con speciali programmi e per esempio il controller dell’ hard disk, che è SCASI (il protocollo SATA non era stato ancora implementato – n.d.r.), molto veloce, e il controllo è fatto da una scheda e di un programma che sta dentro questa scheda. Con il programma di gestione dell’input e dell’output versione 1-3 io andavo al massimo a 10 mega al secondo, con la stessa scheda senza nessun cambiamento, con il programma versione 2.73 arrivo a 40 mega al secondo, ma perché ho fatto una ricerca: mi sono aggiornato.

Se uno non conosce queste cose, per default quella scheda andrà sempre al massimo a 10 milioni di byte al secondo e non è modificabile a meno che non ci sia proprio un programma che si chiama bios modification,ossia basic input output modification system.

Prima di fare la modifica all’interno della scheda mi chiede quattro volte la conferma perché se quei programmi che sono di quel controller sono di un altro controller io mi perdo tutta la scheda.

La scheda è perfetta, ha tutti i contatti ma dentro c’è un programma che è improprio, non è un virus, è semplicemente un pistone che viene messo su un’altra macchina. Un pistone Mercedes se non è compatibile con quello BMW una volta che lo monti si blocca il motore anche se è delle stesse dimensioni, perché magari ha la lubrificazione diversa, perché magari il peso è diverso e c’è uno squilibrio.

Quindi la vera psicoterapia è quella che riesce a costruire un programma tale che quel bios, che poi significa vita, basic input output system, a seconda di com’ è il mio bios questa è la mia vita. La psicoterapia non deve uccidere nulla, deve semplicemente prendere quella scheda e riprogrammarla solo ed esclusivamente attraverso un certo input: qualsiasi altro input è sbagliato.

Domanda da 100 milioni.
Chi è che mi da l’input giusto?

Intervento: L’In sé.

No, l’In sé non mi da l’input..

E’, il sogno, perché il sogno mi dice dov’è che non funziono.

Però hai detto giusto che è l’In sé ma tu sai che c’è l’In sé, il m.d.d., ci stanno le influenze sociali, gli stereotipi familiari, c’è l’io ideale, ci stanno i complessi. Tutte queste diventano  immagini.

E’ nel sogno che io devo saper leggere come è possibile modificare la vita del soggetto.

Perché lui per default qualunque cosa tu gli dica, se non riesce modificare quel programmino di input output, qualunque cosa tu gi dica, se non corrisponde alle coordinate di sintonia di quell’input, lui ascolta, sente ma non capisce e prossemicamente e cinesicamente, il soggetto si metterà a braccia conserte perché da un punto di vista corporeo c’è il rifiuto inconscio verso quell’input anche se è vitale perché non corrisponde alle aspettative del soggetto.
Quello che si chiama distorsione, anzi qui siamo nella fase di cancellazione, viene proprio cancellato e riprogrammato questo input, siccome è improprio , la routine del bios si arriva a un messaggio che lui non riconosce e allora dice che è un pericolo, non mi va bene, lo rifiuto perché non è rispondente allo stereotipo di input secondo il quale sono stato predisposto.

Chi è che imposta il primo bios? La mamma! L’imprinting.



Abbiamo parlato dell’istinto le prime volte, ricordate? Poi abbiamo parlato di associazione e spostamento: Adesso stiamo parlando della cosiddetta regola del default.

Se io non riesco a modificare il circuito, dove tutte le informazioni passano lì.
C’è l’aspetto esterocettivo, il ginocchio mi dice qualche cosa, la schiena mi dice qualche cosa, l’occhio anche, perché le percezioni non sono solamente visive, sono olistiche, sono globali. Poi c'é una fase in cui tutte queste afferenze convergono in un unico punto immagine per cui questa immagine diventa propria, di me , mi approprio di tutte queste afferenze e le sintetizzo sotto forma di immagine ma è un immagine che ancora non è azione ma è semplicemente un alfabeto che dice che le cose stanno così. Come stanno?
Così.
È nel momento in cui vado a leggere che attivo questa routine di input.
Premo questa immagine i cui vettori se non corrispondono a quella che è la matrice riflessa al momento dell’imprinting questa immagine viene trasformata e al cosiddetto io cosciente arriva un messaggio che non è corrispondente a quello reale.
Stasera abbiamo introdotto un concetto cibernetico. L’altra sera c’era quel prospetto dove avevo fatto i sette gradi , anzi i 9 momenti della cibernetica.
Dall’utensile fino alla progettazione della materia.

Sarebbe l’uomo, l’ottavo momento, sarebbe l’ottava, perché il nono momento, il cosiddetto nono cielo perché i cibernetici non lo sanno che esistono anche i cosiddetti nove cieli.

Sarebbe la creazione dal nulla della materia ma noi non abbiamo questa capacità. Possiamo trasformarla ma non possiamo crearla.

Abbiamo visto i vari gradi, senza libertà, poi c’era la libertà del come, del cosa e del chi, del come fare , del cosa fare e del chi essere. Le abbiamo affrontate in modo veloce ma abbastanza centrato.

Allora il cosiddetto basic input output system (BIOS) che è il cosiddetto linguaggio base macchina non corrisponde al cosiddetto linguaggio base umano.

Perché il linguaggio base umano nasce dall’ISO, l’In sé, quindi c’è sempre questa discrepanza tra il momento cerebrotonico, cerebrale e viscerale.

C’è un qualcosa che si mette proprio in mezzo, ma non è in mezzo allo stomaco, è in mezzo alla testa e quindi per economia noi siamo stati programmati: prendi gli occhiali e io prendo questi qui vicino a me.

Infatti se voi considerate bene Windows, la directory o le cartelle di gestione risorse,vedete che c’è “C:” e poi dopo c’è tutto l’albero.

Se io dico: esegui il programma Y, che cosa fa il computer, lo esegue il programma Y? Se sto su quel ramo di quell’albero e c’è la foglia che si chiama Y io lo eseguo, altrimenti gli devo dire il ventesimo albero, il secondo ramo, il terzo rametto, la quinta foglia. Glielo devo dire per esteso.
Se mi trovo già in questa stanza dico accendi la luce perché noi stiamo qui, altrimenti dovrei dire accendi la luce che sta all’ingresso.
Quindi la regola del default è un qualcosa di economico che però non può essere applicato in modo indiscriminato.

Allora in modo razionale significa perché stiamo qui, invece nella nostra psiche accade esattamente il contrario. Se io dico accendi la luce anche se tu stai a New York prendi l’aereo e vieni qui ad accendere la luce.

Gemella: Io non ho capito.

Supponi che uno abbia una fede o un’ideologia o un modo di comportarsi , uno stereotipo di comportamento e vai in un paese straniero e vedi che, per esempio , in una certa isola tropicale i fratelli e le sorelle si sposano e fanno l’amore tra di loro. Che cosa è per loro? E’ un fatto normale però tu vai lì e dici che quelli sono degli sporcaccioni e fanno una vita immorale.
Perché?
Perché per loro, per default, è un fatto normale, tu non prendi coscienza di come stanno le cose lì, ma fai riferimento a casa tua quindi anche se stai alle isole Samoa, anche se stai lì, non vedi le isole Samoa e la gente del luogo.

Questo qualche tempo fa, ma anche adesso.

Osservo la situazione secondo la mia morale, che poi è questa la morale, quindi quello che sta a diecimila chilometri di distanza io lo porto lì e osservo la mia realtà non come effettivamente è ma come sono io.Quindi non riesco a fare quel distacco tra quella che è la mia terra, dove sono nato, e dove nasco adesso.

Il campo psichico o campo semantico invece, attraverso le immagini immediate e attraverso i sogni ci dice esattamente com’é quel luogo, quella terra, com’é quella persona, quella gente, come sono quegli animali, perché gli animali domestici sono la proiezione del padrone, gli animali invece allo stato libero, sono tutti uguali in tutto il mondo.
G. ora ci spiega esattamente come funziona il monitor di deflessione o il complesso dominante. Che cos’è l’inferenza deduttiva.

L’inferenza deduttiva va solo su segnali esterni e solo su immagini esterne ma non sull’intimo delle immagini interne Quindi è solamente un confronto sull’esterno, un già programmato dove il non previsto significa abort o danno che psicologicamente significa nevrosi, schizofrenia, ossessioni, rituali magici, religione. Quello che non è previsto.

G.: il modo fondamentale che ha una macchina è quello di confrontare le cose quindi di paragonarle una con l’altra. Quali cose? L’espressione, i valori, i numeri, tutto quello che la macchina è preprogrammata a riconoscere. In pratica la macchina non può riconoscere niente che non sia già stato definito
Una volta che ha una serie di informazioni su che cosa può e che cosa non può – per differenza – riconoscere, a questo punto si possono fare una serie di operazioni con gli oggetti noti.
Qui il primo concetto di uguale e di inverso. Le macchine non lavorano sul concetto di uguale ma sul concetto di identico, di coincidenza. Per la macchina 5+5 fa 10, ma anche 4+6 fa 10 ma questa non è una coincidenza, questa è un’uguaglianza.
Perché soltanto 10 è coincidente con 10 per la macchina, le altre sono uguaglianze. Così la macchina fa i paragoni, confronta le cose.

Si può usare questa capacità della macchina per fargli fare diverse azioni. E per fargliele fare dobbiamo mettere la macchina in condizione di scegliere che cosa fare, quindi il primo passo è quello di definire una condizione. Allora nel linguaggio di programmazione dico alla macchina se A è uguale a B, ecco la prima condizione, fai un qualche cosa altrimenti fai un’altra cosa.
L‘if che è la condizione, è proprio questo.
Vai a verificare se i due oggetti che io ti pongo davanti sono coincidenti, sono uguali, sono uno maggiore dell’altro, sono uguale o maggiore o uguale o minore e se questa condizione è vera; then (allora) esegui quest’altra istruzione.

La macchina non può rimanere con solo un’uscita perché l’If prevede una doppia uscita.
Il vero che non significa che è vero ma significa semplicemente che l’informazione che c’è è uguale a quella che la macchina ha.

E falso che non significa che è falso, ma significa semplicemente che l’informazione che io pongo sotto controllo è diversa da quella che ho reimpostato, non è un falso morale, è un falso relativo alle immagini, alle istruzioni che io ho dato alla macchina prima, così come il vero non è un vero reale , o meglio non lo è necessariamente.
If , se la condizione è vera si verifica, then, allora altra istruzione: fai questo.
Se l’istruzione non è vera non può essere accettata. La macchina ha vero o falso.
………..Interruzione
Se io voglio eliminare non tra due ma tra tre condizioni devo fare un if annidata (embedded o nested – n.d.r.)

Cambio lato cassetta

……che sia vero e che quindi produca un’uscita in attivazione in uscita di un’altra istruzione, se tutto ciò non è vero Else, altrimenti GO TO , vai a…, e fai un’altra cosa; ma glielo devo comunque dire.
Se io sbaglio nel porre la condizione e nel porre tutte quante le uscite relativamente al numero di condizioni che ho posto, la macchina mi dice che l’istruzione è formalmente errata e questa verifica si fa nella fase di debugging……..

O peggio ancora se sono particolarmente sfortunato fa ancora un’altra cosa perché io non me ne sono accorto, c’è la regola del default che interviene che fa fare alla macchina un’altra cosa per cui la macchina funziona ma non fa quello che dovrebbe.
E questo non è un errore di macchina ma di logica di programmazione.
…………. La facilità di apprendimento della psicologia e della sua applicazione è data soprattutto dalla conoscenza dei sistemi informativi in quanto tutto ciò che è psiche é informazione e niente altro.
Siamo nel terziario avanzato.

Per 10 anni sono stato un sistemista.
Poi mi sono occupato dei sistemi di sicurezza come RACFe TOP SECRET che sono dei sistemi di sicurezza dei quali il RACF è interno alla stessa macchina. RACF sta per resources access control facility, programma di controllo di accesso e questo programma in realtà non è un programma ma una serie di istruzioni che sono diffuse all’interno di tutta la macchina.

Riprendiamo invece il discorso dell’aspetto inferenziale della macchina.

L’aspetto inferenziale lavora solo su un programmato di un’ipotesi prevista: la deduzione.

Lavora solo su un modello che prevede un’ipotesi di realtà. I’inferenza lavora solo su uno stereotipo che prevede già un’ipotesi di realtà quindi preconizza il futuro, un futuro che però non è creativo ma è frazionato, esattamente come in una scacchiera, dove solo gli input accettati corrispondono a una di quella caselle, infatti nel sogno la scacchiera é il m.d.d.
La scacchiera o le scale sono la stessa cosa, significa che uno lavora sotto programmazione. Tutto ciò che è previsto da questi modelli viene accettato tutto ciò che non è previsto viene rifiutato o se passa manda in crisi.

Il meccanismo, la logica deduttiva di if - then significa se è così fai questo, else fai quest’altro. Se le alternative sono 3 ci sarà un if che ha due alternative dove la prima alternativa è fai questa altrimenti fai un’altra domanda, quindi per scegliere tra tre ipotesi diverse devo fare due domande.
Tre domande, non tre alternative perché una domanda risponde ad un alternativa, if, then, else.
Se è così fai così, oppure fai così altrimenti fai cosà.

Quante sono queste if, questi interrogativi che la macchina può dare o risolvere? Tanti quanti sono quelli che sono stati programmati all’inizio. E’ vero nelle macchine del PC, non è vero nelle reti neurali perché la simulazione del cervello prevede che se l’input che viene dato non corrisponde ad una ipotesi di realtà la macchina si autoprogramma in modo che riceva questa nuova ipotesi di realtà in apprendimento locale, vale a dire va a prendere quell’evento e lo programma al suo interno.

Si arriva a: io dovrei, se è A significa l’amore, se è B altrimenti è bacio, giusto? Oppure potrebbe essere odio. Se l’input è a, amore , else è odio, finito. Aggressività.
E con una sola domanda, per default , se non è A , per default applico odio, non ci sono altre discriminanti.

Come funziona la distorsione percettiva? Io ho tanti canali di input dove se A se è B, se è C, se è D, F, c’è un nucleo O, O, O. questo qui sarebbe l’input nei sogni, qualunque cosa arrivi: O, O, O… (e mentre con l’indice e il pollice di una mano forma un piccolo cerchio , con l’indice dell’altra ci entra dentro ripetutamente). (Ipnosi dinamica attraverso la triade del m.d.d. – n.d.r.)
Qualunque cosa arrivi, O, O, O. Questo da un punto di vista di flash- dinamica significa spada-cerchio, significa che uno se lo mette da solo.

Parlo anche sotto metafora. Chi ha occhi per intendere intenda e chi ha orecchie per vedere veda e chi ha piedi per volare cammini.

Allora questa distorsione, qui c’è un input, qui un altro input, qui un altro input.
Esce tutto odio, esce tutta aggressività, questa è la distorsione.
(Capito care dottoresse? – n.d.r.)

Invece la macchina funziona GO TO DEPENDING ON a seconda di quello che arriva ne fa un’altra, un’altra e poi un’altra.
Questo sarebbe il cosiddetto ciclo biologico per cui qualche cosa sempre faccio,
o per default accade comunque qualcosa.

Il Ciclo 8

Lunedì, lunedì ahi!
Martedì persi la rocca;
mercoledì la cercai;
giovedì la ritrovai;
venerdì la inconocchiai;
sabato mi lisciai la testa;
e domenica non feci niente perché era festa.

Allora qui c’è if, se è lunedì devo perdere la rocca perché è finito il ciclo 8, si ricomincia, ho perso tutto perché sabato e domenica e durante le feste… ho perso tutto.

Questa è la coazione a ripetere. Non è ciclo biologico nè quello meccanico: è solo ed esclusivamente azione a vuoto = psicologia negativa.

(Nei sogni p.e. puoi vedere una persona che conosci ma che non vale niente. La mandi a quel paese per 10 volte.
Quella persona sei tu e per ben 10 anni hai fatto delle azioni a vuoto, completamente inutili. Capito dottoressa! – n.d.r.)

Fate attenzione alla postura del corpo, a seconda di come state con il corpo capite o no quello che vi dico. Attenzione, fate stop un attimo. Fate attenzione a come sta il vostro corpo, a seconda di come sta il vostro corpo capite oppure no i passaggi che faccio.

Uccidetemi! ma vi spezzo le ossa se ci provate, nel senso che se vi spezzo le ossa soffrite a vita e non potete ammazzare più nessuno. Uomo avvertito mezzo ammazzato, no mezzo salvato…..

Arriva questo ciclo a vuoto, sono stato programmato per fare al massimo sette cose. Lunedì perdo tutto quello che ho fatto o meglio la vado a ricercare perché l’ ho perso sabato e domenica, è il ciclo 8, è la settimana dove dal lunedì al venerdì lavoro, il sabato ho fatto quello che dovevo fare adesso posso andare a trovare tutte le cose buone di questo mondo, i miei parenti, i miei amici e perdo tutto, durante le feste perdo per un mese (Freud ha vissuto in questo ciclo 8 fino alla morte – n.d.r.)

Però normalmente il ciclo 8 é sulle fasi lunari specialmente quando c’è la luna piena,  questo ciclo 8 psichico di interferenza lavora in modo tale che io lunedì ho perso tutto e ricomincio da capo.

Quando arriva venerdì posso cominciare a rifilare la lana: la inconocchio e basta, la rocca che serve per fare il filo e poi per fare i maglioni. Sabato mi liscio la testa e domenica non faccio niente perché è festa.
Domenica non faccio niente perché è festa significa che faccio solo ed esclusivamente delle cose inutili.

Finito il settimo giorno, Do, (la nota) ricomincio e non ho più niente, ricomincio da capo.

Questo ciclo 8 dura per tutta la vita, se ci fate caso e cominciamo da oggi, a prendere coscienza di questo, noterete che alla fine della settimana uno è stanco però qualcosa ha fatto, ha prodotto, ha fatto qualche cosa, un pezzo di pane se l’è guadagnato, chi la pagnotta chi il panino, però bene o male…

Alla fine della settimana succede un qualcosa per cui uno va in calo e questo succede il sabato, che è un classico, che uno si ammazza proprio e la domenica già è stanco e pensa semplicemente, odio il lunedì….no io odio il sabato perché il sabato è micidiale, t’ammazza proprio, fai delle cose assolutamente inutili per cui la domenica già sei tutto stonato, hai un sonno terribile… Significa che non hai fatto quello che devi fare, al 100%.
Vi do tutte le prove. Non sono il pubblico ministero, sono il privato mistero!

Intervento: C’è chi il sabato lavora………….

Il ciclo 8 significa che se il sabato lavori ci sarà un altro giorno che è come sabato, non lo devi prendere alla lettera.
Devi prendere i sette giorni della settimana .
Uno se il sabato lavora può darsi che sia solo la domenica. Il ciclo 8 può essere anche di 12, di 13 giorni, quello che conta è che ci sia questo riciclo.

Se stiamo sul livello calendario hai ragione tu.
Io invece sto dicendo che quando parlo da ministero soggettivo significa che il sabato tuo non è detto che corrisponda al sabato di calendario, può darsi che sia un riposo compensativo per esempio, allora se è così per me stasera è sabato!

Il sabato inteso come comportamento, non come giorno di calendario Perché poi c’è il sabato dei cristiani ma c’è anche il sabato degli ebrei.
Parlo da un punto di vista universale.
Siccome i giorni della settimana per tutti sono 7 e gli anni sono questi, non parlo degli anni solari perché noi siamo nel 2000 ma per gli arabi è diverso però c’é la condizione astrale, noi andiamo sulla rivoluzione del Sole, se stessimo su Nettuno sarebbero 164 anni…….

Quindi noi dipendiamo soprattutto, sotto l’aspetto temporale, anche dal nostro cosmo.
Però la nostra psiche è al di fuori dallo spazio tempo e la sua morale è cosmica, ha una sua morale che corrisponde a quelli che sono i cicli di comportamento che non corrispondono poi a quelli che sono i cicli vitali perché alle 7,30 non è un buon orario per cominciare a lavorare, per alcuni, per cui ognuno deve avere gli orari flessibili. La pennichella alle 2.30 di un quarto d’ora va bene e invece non si può fare perché………

Quello che sto dicendo non è altro che la trasposizione in modo scherzoso, in modo simpatico di quello che è il meccanismo terribile della rimozione, della cancellazione, della distorsione che sono tutte resistenze che si psicosomatizzano a livello psichico ma si somatizzano a livello fisico (capito dottoresse e dottoressi? N.d.r.).

Allora questa psicosomatica, là dove si somatizza fa da filtro informatico.
Così è il corpo, così è il filtro che viene fatto all’informazione perché tutto ciò che non viene accettato, attenzione al passaggio, ed è filtrato dal cosiddetto complesso dominante si psicosomatizza nel corpo.

Capito cos’è la psicosomatica! Mi arriva un ‘informazione che per me è buona però il mio bios ha una “piccola routine” che non si è evoluta e mi dice:” buttala al secchio” perché quello che mi arriva come informazione io non lo posso ignorare.

Lo posso utilizzare oppure coscientemente scartare, coscientemente, ma se io lo scarto a priori prima che arrivi alla cosiddetta coscienza, quello si deposita nel magazzino, nell’archivio, quindi la schiena mi diventa archivio, il fegato mi diventa archivio, così il sedere, la testa no, quello può diventare tumore.
Diventa un pezzo di carne, un pezzo di osso però modificato perché l’informazione arriva, non viene riconosciuta come tale e viene messa da parte, un po’ come la discarica.

Intervento…
Tutto è buono, siamo noi che facciamo, che creiamo ma non esiste la malattia, esistono persone che sono altro da sé.

Malato significa che mi pongo diverso da ciò che sono, non esiste la malattia in natura, esistono le persone malate.

Poi la concomitanza di certe sindromi comuni a più persone determinano la astrazione di quei sintomi e si dice che tutte le persone affette da questa sindrome si chiamano così, si chiamano cirrosi, ma non esiste la cirrosi e non esistono nemmeno i virus, esistono semplicemente dei terreni di coltura, dati anche da imposizioni di cultura, dove coltura e cultura vanno di pari passo, che permettono l’ingresso di certi virus o batteri altrimenti il nostro sistema immunitario che è perfetto lo impedirebbe.

Sapete qual’è il miglior antibiotico che esista all’interno del nostro corpo?
E’ una proteina che sta nell’interno dello sperma umano e infatti adesso stanno cercando di isolarla., sta anche all’interno del sesso femminile, dove c’è il massimo contatto, per cui se le persone sane hanno un sistema immunitario lì, tutto ciò che è improprio viene ucciso.

Queste forme di sedimentazione informatica proteica vengono meno. Io funziono se funziono.
La perdita di immagine, qualunque perdita di immagine si identifica con l’inconscio, qualunque perdita di immagine di terzo livello si identifica con il tradimento di uno degli istinti fondamentali, l’erotismo e l’aggressività. Allora la perdita di immagine indica che c’è squilibrio tra questi due istinti umani. Quando?
Sempre.

Intervento…

Per poter andare bene bisogna poter visualizzare l’immagine, saperla leggere e saperla agire.
Se io non ho nemmeno questa immagine significa che c’è uno squilibrio tra gli istinti fondamentali dell’erotismo e dell’aggressività dove per erotismo si intende crescita e per aggressività appropriarsi del terreno proprio della crescita. L’erotismo è prioritario rispetto all’aggressività.

L’aggressività non si deve intendere come distruzione ma si deve intendere come presa di possesso delle risorse o del territorio a me necessario. Altrimenti si sconfina nella cosiddetta violenza.
Se invece c’è questo equilibrio, basta anche un attimo quando viene questo flash che noi possiamo anche esplicitarlo in un quarto d’ora di racconto ma non dura più di un attimo.

Quello che voi visualizzate non sono immagini ma è una matrice di punti , una matrice di vettori che si auto clona e sono ologrammi, non c’è un’immagine ma ci sono dei punti vettoriali che contengono dei valori che nel momento in cui si esplicitano ecco che subito, siccome sono autovalori, autoriferenti ecco che c’è la successiva immagine. Questo è il modo più economico per rappresentare il reale da un punto di vista fisico.

Sono matrici temporali , poi ci sono quelle reversibili.

Qualunque cosa arrivi se è all’interno del previsto programmato a te non t’arriva niente!

Arriva il messaggio, capisci… Ma non fai niente perché hai una morale più potente che ti impedisce l’azione.

Vedi che stai sempre a fare così dice a qualcuno. Vorrei ma non posso, però c’è sempre il conflitto. questo è il ciclo 8.

E’ come se avessi due ani e ce li hai messi sugli occhi. Sei cieco.

Non ho detto ancora il passaggio fondamentale che lo vediamo se andiamo fuori.

Tutti questi incontri che facciamo sono tutti improvvisati dove ci sarà qualcuno che introduce un argomento che io non conosco, dopo indipendentemente dall’argomento proposto e esposto, io condurrò sempre la lezione o il dialogo sul fare, sul come fare e che cosa è che lo impedisce.

Abbiamo usato 20-30 modi diversi di esporre sempre lo stesso concetto. Un pò come fanno i poeti o i pittori quando per esempio Tiziano innamorato della mamma, in qualunque suo dipinto c’è sempre il seno della mamma, oppure i quadri di Rubens dove c’è sempre quella abbondanza di forme e quei colori rossi un po’ forti che indicano un erotismo represso.

Senza parlare degli aspetti patologici. C’è quel quadro di Magritte dove lui dipinge la mamma morta nello spazio. Ologramma schizofrenico.

E’ un modo per trovare in ciascuno di voi uno spazio per poter riprogrammare quel bios, renderlo totalmente flessibile all’input reale in modo che dall’if-then digitale diventi sempre io analogico e quindi abbia la capacità di associarsi e spostarsi continuamente a seconda di quello che è il reale e tale rapporto deve essere sempre………..

Adesso io vorrei fare un po’ di didattica.

C’è chi segue bene lo studio e capisce bene, chi sta più sull’aspetto curiosità capirà però gli ci vuole di più e sarà più difficile.

Consideriamo un ologramma. Che cos’è un ologramma? L’ologramma è la rappresentazione virtuale di un oggetto o più oggetti tale che qualunque parte dell’ologramma è capace di riprodurre l’intera immagine con definizioni diverse, definizione inferiore a seconda della parte di ologramma residuo.

L’ologramma in qualunque sua parte contiene sempre il tutto, entro certi limiti perché se è solo un puntino non si vede niente, un decimo dell’intero ologramma riesce comunque a rappresentare con minor definizione l’intera immagine.
Questo significa che durante la notte sogniamo almeno 10-15-20 volte ed ogni sogno è un pezzo dell’intero ologramma fatto di numerosi sogni. All’interno del sogno anche lì c’è un ologramma per cui basta un pezzo di sogno per avere tutta la situazione del soggetto e ne basta un pezzettino solo se l’operatore che legge il sogno è capace di integrarlo attraverso campo psichico senza intrusione di stereotipi soggettivi.

Allora se uno ha 3,4,5 sogni è facile, se ne ha solo uno è facilino, se ne ha un pezzettino è più difficile però non è impossibile. E’ impossibile se uno non ha nemmeno mezzo flash. Quello significa che vuole troppo bene e si sacrifica o odia troppo e quindi fa violenza a se stesso.
Al primo esame: chi è che amo a vuoto o chi è che odio a vuoto? Chi è che amo oltre il limite? Chi è che odio oltre il limite?
Quando la proporzione si avvicina all’uno, stiamo sull’uno e allora viene fuori l’immagine che mi dice dov’é……
Però ci deve essere un momento in cui uno è pronto a farlo questo flash, perché se è troppo squilibrato non si vede niente. La prima cosa che bisogna tenere presente è che se io non ho immagini mentali, fantasie, flash, sogni significa che sono squilibrato rispetto alla rappresentazione del reale che mi impatta e mi travolge se io non lo osservo.
Questo è il manuale della vita.

Avete presente l’automobile? Quello che sto facendo adesso è il manuale dell’utente. Vuoi far funzionare la tua macchina cognitiva. Devi fare così. Devi cambiare l’olio, controllare i freni, l’assicurazione……..si, puoi partire, se non ci sono queste immagini è a rischio quindi la nostra vita è un pò come una gara di vela.
C’è il navigatore e c’è il pilota. Chi conta di più? Tutti e due.

Nei sogni, quando per esempio nella macchina, a fianco a noi c’è l’amico, significa che c’è un buon navigatore.
Se invece si accende il rilevatore satellitare, devo stare attento perché è una macchina, non c’è un amico, perché io sono biologico!.

Se vicino ho mia nonna morta devo subito fermare la macchina, buttare nonna morta di sotto e andarmene per conto mio.
Ecco perché la macchina, prima c’era la carrozza.
Significa ancora che stiamo all’inferno però non dobbiamo fare tutto il percorso delle bolgie.
Che devo fare?
Svegliati! E si esce subito.

Quindi in realtà non c’è un altro linguaggio, possiamo studiare l’italiano, il francese, lo spagnolo ma lì finisce, qui invece non finisce mai questo gioco.

Chi è che vuole cominciare? Per cominciare bisogna iniziare a capire le proprie immagini sennò uno sta fuori e quando poi se ne accorgerà…….


Io le uso e chi le usa si diverte. Diverte significa fa cose diverse. Divertire significa forme diverse nel cammino, mi pongo diverso nel movimento, mi pongo un diverso obiettivo.

Se riusciamo ad andare fuori rimettiamo prima a posto tutto il gioco delle cellule e poi cominciamo a esplorare altre dimensioni. A maggio andremo a fare un battesimo, andremo a bere l’acqua del monte Pellecchia e se non fa freddo andiamo a 1300 metri dove la natura è incontaminata ed è divieto anche di pascolo: arrivati lì non si vede altro che bosco, non c’è una macchina, non una casa, niente di niente.
Io ho fatto un invito per fare didattica.
An.: posso giocare io?
Si però mi interessa giocare perché voglio che siamo tutti alla pari quando si va in un’altra dimensione.
Adesso faccio solo didattica.
Vai Fra...
Mi fai da cavia.

Io insisto su questa terza dimensione perché quando uno comincia a leggerla allora possiamo andare avanti sennò che vi faccio fare?!

D: Dimmi qualche immagine.
F: Io ho difficoltà.

D.: perché hai un’ideologia nata dall’aggressività, da un secondogenito che rispetto al sociale è sempre perdente, sempre, ossia l’ideologia è stata portata avanti da un grande rivoluzionario ma è sempre perdente. Non funziona perché psicologicamente se un’ideologia è portata avanti da un secondogenito è rivoluzionaria e perdente (Capito dottoressa!? N.d.r.).

Non da il passaggio alla persona, ma da una risposta massificante.
La psicologia è centrata solo sulla persona, è sul sociale ma il sociale è composto di persone, bisogna essere sempre centrati, quindi questo è il primo handicap.

Le poche immagini che hai diranno esattamente questo.
F:Ho un sogno che mi ha colpito e un altro che ho fatto stanotte.
Nel primo sogno incontravo delle donne del sud, delle mie origini quindi, che piangevano e mi sono trovata a condividere questo lutto anche se non conoscevo la persona. Seguo queste donne e attraversiamo delle specie di paesaggio di case che hanno delle aperture però anche una chiusura e poi un’altra apertura fino ad arrivare ad un giardino però anche questo con una chiusura
Quindi il vissuto è angoscioso perché è una sorta di tunnel che mi fa rivivere le origini del posto dove sono nata però nel vissuto io ho angoscia.
L’altro invece è molto più banale nel suo significato.
Vado a scuola dal preside e in una cartella enorme porto tutto quello che ho e che so fare
Questa persona mi chiede di cantare che è l’unica cosa che non so fare è una situazione paradossale mi trovo proprio ad essere in una situazione di incapacità totale perché devo ammettere che non è per me, non ci proverei nemmeno e quindi me ne vado.

D.:
Partiamo dall’ultimo. Qualunque cosa ti facciano fare va bene, quella che ti serve non è prevista perché è l’unica che ti potrebbe dare guadagno perché per cantare non c’è bisogno che tu sappia cantare, potresti fare il manager, trovare delle persone che sanno cantare. Io non so cantare, però so scegliere le persone che cantano bene. E non a caso cantare è nelle note do re mi……ciclo 8.
Quindi questo è il sogno meno banale perché si riferisce a una situazione attuale, è quello più icastico. L’altro corrisponde all’idea rivoluzionaria del lutto, della morte dell’aggressività e della violenza dove tutte quelle donne hanno un modo di condizionare il sociale facendosi vittime.
(Parla delle prefiche che piangono ai funerali e di quelle che assistono i malati).

Quello che tu hai visto è il labirinto. C’è una frustrazione di secoli là quindi quell’input che prima dicevo, adesso ci sarebbe l’occasione di attivare quel programmino che cambia il bios.
L’analista freudiano sarebbe ben contento perché siamo andati in una regressione totale quindi possiamo fare il transfert…….
Dove sei nata?
F:in Calabria.
Hai solo 5 minuti per dire di si o di no a te stessa, adesso. Questa è l’occasione da un punto di visto didattico.
Perché dopo incontrerai delle persone che non sono amorali come il lettore delle tue immagini ma un'altra persona che ha bisogno di te perché sennò non riesce a vivere e questo vampirismo o erotismo a vuoto è costante, universale.

Hai 5 minuti di tempo non per cambiare ma per dire di si al fatto che io adesso farei un’operazioncina chirurgica e potrei cambiare il tuo modo di pensare. Questo lo potrei fare io dandoti un’informazione. L’informazione già te l’ho data, adesso ho specificato che cosa.
Dai prossimi sogni si capisce se tu hai ancora la necessità del lutto perenne che poi diventa ideologia, il lutto poi è diventato un credo politico (o una commemorazione scientifica – n.d.r.).
Voler essere buona, aiutare gli handicappati
Annulli quello guadagnandoci pure un sacco di soldi.
Non a caso il rosso e il nero sono i colori della roulette dove la gente si uccide
fine cassetta
2^ cassetta
Quindi queste categorie di persone che tu vai a vedere, i carcerati, hanno delle mamme che vogliono tanto bene ai figli. Di italiani ce ne sono di meno perché hanno più soldi per pagarsi l’avvocato, anche questo è vero.

Chi ha più soldi…Quelli ne hanno di meno e stanno in galera. E’ così.

Si tratta di fare magari la stessa cosa con uno spirito diverso o di fare cose diverse con lo stesso spirito, ma non questo.
Quindi sotto l’aspetto cibernetico tu sei nel grado di libertà del come fare e non del cosa fare.
In medicina per esempio quando si danno le medicine, all'inizio funziona, poi ci vuole sempre una dose maggiore.

Quando tu dai una consulenza gratis non funziona mai!

L’ ho fatto pure io il volontariato (presso il tossicodipendenti – n.d.r.) e dove funzionava, perché poi alla fine dicevo: se vuoi cambiare mi devi portare una bottiglia di aranciata o una bottiglia d’aceto. La posso ricevere una bottiglia d’aceto? mi porti una bottiglia d’aceto perché ti devo insegnare come si fa l’insalata. E a questi funzionava. Portami il dischetto del programma che…Se mi porti una cosa io te ne do un’altra funzionante.

I “tossici” sono tutti intelligenti, perché gli stupidi non ci stanno in carcere.

Se pensi di essere così intelligente, se mi freghi a dama, perché vieni da me a farti aiutare?
Aiutati da solo!
Non sono capace. Allora sei str….. Poi cominciava il dialogo.
I minorenni non si possono recuperare – questa è una ricerca che è stata fatta a livello mondiale! - per un semplice motivo che sono il sintomo di un ambiente familiare malato. Si deve curare la famiglia, non il minorenne.

Fra… insiste.

Tu adesso stai facendo una consulenza, stai difendendo il labirinto che hai visto nel sogno.
Significa che tu sei una professionista eccellente, applica quella chirurgia che hai imparato, invece di operare Barbie e Big Jim opera sulle persone che possono dare, sulle persone sane, sulle persone che possono produrre, che possono veramente essere un valore per questa società, allora si che da soddisfazione.

Non esiste che hanno dei bisogni primari e non si possono permettere l’assistenza.

Il bisogno primario è la psiche, il bisogno primario è io che sono.

Per esempio c’è una studentessa che guadagna 400.000 lire al mese e fa terapia con me, ma io non gliela faccio gratis e lei si è trovata un altro lavoro e adesso ha ripreso a studiare e sta andando bene perché l’ ha sofferta la crisi perché la crisi è un fatto interiore, è un fatto soggettivo, la devo vivere la crisi, per ucciderla e per rinascere. Se questo passaggio io non ce l’ ho ………..

Quando qualcuno mi dice che non vuole essere salvato, che vuole restare malato com’é, ma nel momento in cui uno dice che però tutto sommato non è poi una cosa simpatica essere “caccola” e io ti rifletto e ti dico bravo, non ti dico che non lo devi fare, ti dico bravo, ecco come si fa la psicoterapia, no bisogna salvare nessuno!

Vuoi essere “caccola “e io ti faccio diventare la più bella “caccola” del mondo
A uno che vuole morire, vuoi morire? Muori.

A un amico una volta ho detto allora andiamo insieme a cercare una lapide che ti piace…….
Ma che sei scemo mi ha detto? E tu che sei? Funziona! Se la vita tua non ti interessa a me che me ne può fregare!

In questo caso io sono cristiano perché amo il prossimo come me stesso e non di più!
La psicoterapia che faccio è cristiana al 100%, non cattolica, cristiana, che è molto di più che cattolica.

La psicoterapia è quello che dicevo prima. La psicologia cristiana è la psicologia del soterismo interiore. La psicologia cristiana è la psicologia esoterica dell’Iso individuale.
Qualunque altra psicoterapia non funziona.

Quella rogersiana non funziona perché non sa leggere le immagini e mette in positivo tutto.
Quella della PNL non funziona perché dice che qualunque immagine. Bene bene,…Bene un corno se non sai quello che significa!

Quella freudiana non è sufficiente perché guarda solamente l’aspetto libidico e non quello funzionale.
Quella del narcisismo va bene come principio ma non ha l’applicazione pratica.
Quella junghiana va benissimo però confonde il diavolo con l’acqua santa, perché quando si parla dell’ombra, quella non è l’alter ego come gli junghiani sostengono, ma è la parte che non funziona.
Non è l’inconscio, è quel meccanismo, non è una spiritualità, non è uno stereotipo individuale è un meccanismo senza vita.

Quindi tutto ciò che è cultura significa che impedisce la vita perché il meccanismo che ho detto prima che sarebbe if-then-else, tutto in dipendenza di un linguaggio computeristico però digitale che rappresenta in modo perfetto quello che è l’impedimento meccanico all’evoluzione psico biologica individuale.
Il sistema (La Costellazione del Serpente – n.d.r.) si fonda solo su questo stereotipo.

Allora tu hai un immenso potenziale, devi semplicemente cambiare terreno di semina per raccogliere finalmente il grano sia da un punto di vista esistenziale e di piacere che da un punto di vista economico di retribuzione.
Anche quando si fa assistenza cristiana che cos’è che vuole il prete per darti l’assoluzione?
Vuole molto di più del denaro, vuole la tua anima.

Vuole l’atto di dolore e la penitenza perché se non reciti l’atto di dolore secondo quelle che sono le intenzioni della chiesa e non fai la penitenza anche se hai fatto la confessione non sei assolto dai peccati.
Vuole molto di più, non vuole i soldi, vuole la tua anima.
Invece noi quando facciamo assistenza psicologica non vogliamo niente, facciamo i missionari crocifissi. Io quando lo faccio mi sembra di essere San Sebastiano. Fai conto che sei San Sebastiano perché non cambi un fico secco.

Uno su mille ce la fa….ma questa è una canzone!
Allora abbiamo un po' di progetti da fare e abbiamo pure la strada, va bene l’handicap, però voglio questo per fare il resto.
Se questa è la strada che si apre passo di lì, passo! E mi si aprono le porte, non mi si chiude niente.
Perché poi quando dico handicap, si può fare musicoterapia.

Sarebbe pure interessante che venissero le mamme e i papà, tutta la famiglia, così stiamo tutti insieme! Lo posso fare una volta !due, tre. E si passa e si fa un’altra cosa. Ma da soli non si può fare.

Ecco perché ho accettato di fare questo corso.

Questo è un modo per chi vuole fare questa professione, per altri che già l’ hanno intrapresa in un altro campo va già bene, basta che fanno solo ed esclusivamente quello che dice la lettura dei loro sogni, non c’è niente altro.

Questa è la consulenza base, se il sogno ti dice che devi fare 100 metri in 20 secondi sei sicuro che in 20 secondi ce la fai ma in 11 no. Quindi devi attrezzarti per farlo in 20 secondi se lo facevi in 25. Poi devi fare in 19, poi cambia questo perché più di questo, devi fare un’altra cosa, allora stiamo in quella evolutiva sennò ci saranno sempre vecchie, morti, labirinti.

Poi basta provare per credere.

I detenuti, se ci fate caso, sono ragazzi molto intelligenti e viziati.
Viziati non da un punto di vista di denaro ma da un punto di vista affettivo perché hanno avuto un primato gratis in famiglia, nel bene o nel male però erano i primi perché erano quelli che stavano peggio e quelli che sono stati viziati affettivamente perché non glielo hanno dato o glielo hanno dato male ma erano sempre primi in qualche cosa .

Una delle idee migliori che io ho sentito fino adesso è quella di andare a fare formazione nei paesi esteri. Vuoi venire qua? Prima devi fare terapia di formazione poi dopo puoi venire.
Intervento di Fra...
Daniele: Sono persone perse.

Fra.:non sono perse a 16 anni. Non tutti.
Daniele: Non tutti è una perdita di tempo.

Quello che fai da una parte per 10 , da un’altra parte lo puoi fare per 1000!!!

Intervento di una gemella che dice che oltre tutto questo, nell’unico giorno libero dal lavoro, va a Firenze a fare assistenza in un carcere.

Non ci devi andare devi scegliere perché sennò non esci.
Qua c’è un bel potenziale per fare.
Per esempio educare le guardie carcerarie, fare formazione, perché se tu fai terapia al personale del carcere migliori un po’ la qualità della vita e puoi fare un progetto alla Melandri che vuole la migliore qualità della vita: migliore qualità della vita attraverso la formazione del personale, non attraverso l’assistenza ai detenuti.
Lascia perdere i detenuti, perché poi le guardie carcerarie anche loro sono detenuti!

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